Breve biografia di Valentino Panciera Besarel

Di umili origini, nasce ad Astragàl di Zoldo il 29 luglio 1829:

“Nato ad Astregal di Zoldo, il giorno 29 di luglio 1829, da GioBatta Panciera Besarel e Catterina Cordella da Goima, e precisamente nella stanza che guarda a mezzogiorno e sera. […] Nella medesima stanza siamo nati 5 bambini e due figlie. Dunque in quella stanza era tutta concentrata l’intera famiglia, pianti sospiri trastulli infantili, ed era il rifugio di tutti”

La famiglia, pur povera, vantava lunghe tradizioni di intaglio ligneo alla scuola di Andrea Brustolon, frequenti nella provincia di Belluno a forte tradizione artigianale lignea, così come in altre province alpine, che permettono a Valentino Besarel di formarsi alla scuola del padre. Già adulto, tra una committenza e l’altra nella bottega bellunese di famiglia, egli riesce a frequentare l’Accademia delle Belle Arti di Venezia, che raggiungeva a piedi e su zattera, in modo non continuativo negli anni 1853-55, grazie anche all’insistenza del noto architetto Giuseppe Segusini, amico di famiglia e suo sostenitore, e alla protezione di altri noti scultori e pittori che frequentavano l’ambiente bellunese, come Antonio Talamini.

“Il Segusini, visto che io avevo qualche tendenza al lavoro, m’incoraggiò: e ci diede nuove commissioni […]”

“Il Prof. Segusini, come De Min, spronava mio padre a farmi studiare: e così fece, e mi indirizzò a Venezia.”

“[…] Veniva da Roma l’ottimo amico di mio padre Antonio Talamini scultore, e, vedendo in me tale disposizione, aveva stabilito d’accompagnarmi a Roma con lui pochi mesi dopo, ma fu disgrazia che morì poco tempo dopo.”

Tuttavia la permanenza veneziana di Valentino crea conflitti con il padre, che, privo di una formazione teorica, aveva un approccio al lavoro più artigianale ed imprenditoriale: “mio padre si adirava con me, perché non lavoravo con tutta quella franchezza e sollecitudine di prima d’andare all’Accademia, e mi diceva che, in luogo d’aver guadagnato un’arte, avevo perduto tempo e denaro: era un fatto che, conosciute le difficoltà dell’arte, non ero più capace di fare se prima non facevo disegni e modelli: di conseguenza era all’opposto di quanto facevo prima”.

 Nel 1860-61 Valentino scappa a Firenze in esilio per ragioni patriottiche per proteggere il fratello Francesco dal servizio di leva sotto gli austriaci. Lì entra rapidamente in contatto con numerosi artisti provenienti da tutta Italia ed ha l’opportunità di ammirare capolavori dell’arte rinascimentale, che influenzeranno la sua stessa produzione.

“Mi trovai stanza all’arco di S. Pietro, vicino alla cupola del Brunelleschi, e ogni mattina, appena alzato e prima ancora di prendere il caffè, facevo un giro intorno al Duomo per mirare il campanile e le porte di Ghiberti. Incominciai dopo a visitare le gallerie e frequentai l’Accademia di Belle Arti.”

Questa ulteriore formazione gli permette di emergere e di aprire un secondo laboratorio a Venezia, dove si afferma gradualmente fino a partecipare ad alcune Esposizioni Nazionali e quindi all’Esposizione Universale di Vienna del 1873. In seguito ai successi ottenuti a Vienna e quindi a Parigi nel 1878, la sede lavorativa, condivisa col fratello Francesco, da piccolo atelierdiventa stabilimento a San Barnaba sul Canal Grande, fornito di attrezzature moderne per la mobilia. Valentino fu antesignano della pubblicistica e inventò l’insegna: “Besarel sculpteurs en bois et marbre. Fabrique et depôt meubles artistiques. Maison fondée en 1767” (la plus ancienne de Venise), [con l’assunzione di] assumendo numerosi collaboratori delle vallate bellunesi e ricorrendo anche a maestranze o artigiani specializzati da fuori per singole opere. Lo stabilimento viene regolarmente visitato dalla principessa Margherita di Savoia e quindi dalla famiglia reale italiana e da altri esponenti della nobiltà o alta borghesia italiana e straniera, con conseguenti committenze (tra le quali importanti arredi presenti al Quirinale nell’attuale sede del presidente della Repubblica), che ne permettono la crescita, pur con vicende alterne, fino alla morte dell’artista avvenuta l’11 dicembre 1902.

Documenti

Riproduzione fotografica relativa all’ampliamento della casa originaria dei Besarel ad Astragal di Zoldo, avvenuto nel 1860 circa, con la frase “Bello è il paese ove si nasce”, a testimonianza del forte legame di Valentino con la sua terra d’origine, dove sempre ritornava.

Pergamena del XIV secolo riguardante l’atto di compravendita tra Nicola de Peregrin “de Stregado Zaudi” e Filippo e Francesco “Besarelli “de Stregado Zaudi” di una proprietà; degno di nota è il simbolo del notaio impresso a stampa, in lingua latina. Il documento testimonia la lunga storia della famiglia Besarel.

Documento ascrivibile al sec. XVII (o inizio XVIII?) di albero genealogico di un ramo della famiglia Besarel “dalle carte prodotte dell’anno 1635, si giustifica l’arbore a discendere del signor Zuane Besarel” che permette di conoscere gli ascendenti di Valentino Besarel provenienti da Colcervèr.

Fotografia originale del sodalizio artistico agli inizi (1866) con Valentino Panciera Besarel al centro, con aria ispirata, e i fratelli Antonio e Francesco “davanti a grande cornice” all’esterno della bottega di Zoldo.

Fotografia originale del 1883 riproducente palazzo Contarini restaurato e trasformato da Besarel in stabilimento artistico, sul Canal Grande a Venezia, con dedica autografa di Valentino alla madre: “il primo alla Carissima mia Madre, V. Besarel”.

Fotografia su cartoncino dello studio Besarel a Venezia, dopo il 1885, con in primo piano   a sinistra la sedia in legno con incisa una margherita (su cui poggia la cassetta degli attrezzi), dove sedeva la Regina Margherita di Savoia, e affissi alla parete i disegni incorniciati della gondola (1885) e del tavolo portagioie (1884) realizzati per la regina, accanto alle targhe e ai diplomi incorniciati a ricordo delle varie Esposizioni un piccolo crocifisso e moltissimi modelli in gesso di statue poi realizzate in legno, putti, cornici con putti e molti altri soggetti.

Fotografia su cartoncino dello studio del Besarel a Venezia, si vede il busto del Besarel realizzato dalla figlia Caterina e gli strumenti del lavoro; sulla parete a destra si notano i modelli per le cariatidi per le poltrone realizzate per l’allestimento degli appartamenti imperiali destinati ad ospitare il Kaiser Guglielmo II di Hohenzollern durante la sua visita a Roma nel 1888 e che sono oggi conservati al Quirinale.

Materiale pubblicitario dell’atelier Besarel con la scritta “Maison fondée en 1747”. Sul retro: Disegno a china di Valentino con la mano sinistra del 30.4.1885, a un mese dall’incidente occorsogli con perdita di 4 dita della mano destra, raffigurante l’interno dell’atelier in piena ripresa con la figlia Caterina seduta al lavoro, varie sculture e al centro il festone “Completamente guarito”, a dimostrazione della ripresa delle attività artistiche.

Biglietti di presentazione dell’atelier, dopo il 1893; nel primo una targa celebrativa sorretta da tre putti riporta i nomi dei principi e reali che hanno visitato l’atelier (“the oldest house in Venice”) e l’indicazione delle medaglie vinte; nel secondo è disegnato il percorso più breve per raggiungere lo stabilimento da Piazza San Marco, sia per terra che per acqua, negli altri sono indicati alcuni dei riconoscimenti più significativi ottenuti dalle case reali europee e alle Esposizioni Universali.