Le opere a Palazzo Fulcis

Le opere a Palazzo Fulcis

Busto ideale di Andrea Brustolon

Busto in legno di Andrea Brustolon, donato dal Besarel al Museo Civico di Belluno nel 1902.

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Espositore per modellini

Espositore realizzato nel 1895 per accogliere alcuni modellini di opere realizzate per Belluno intorno al 1860.

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Ritratto De Col Tana

Ritratto in terracruda grassa della piccola De Col Tana a nove mesi, seduta su un cuscino, con in mano un sonaglio. Interessante è la tecnica di realizzazione, con modellazione da un unico bloccao in argilla e rifinitura a barbottina (miscela liquida di acqua e argilla) asciugata naturalmente, che rende molto bene la pelle della bimba.

Cornice “L’unione fa la forza”

La cornice “L’unione fa la forza” è una delle opere più famose e replicate del repertorio dello scultore zoldano. Il primo prototipo venne presentato all’Esposizione di Firenze del 1861 con il titolo de “Fratellanza Italiana”, in chiara chiave patriottica; durante la sua lunga carriera ne realizzò poi numerosi esemplari per diversi committenti e la portò a svariate Esposizioni Universali.  La cornice presenta 14 putti intrecciati con fronde di quercia. In legno di cirmolo patinato.

Ecce Homo

Opera devozionale in marmo di Carrara, probabilmente ad uso domestico; non sono noti né il committente né l’anno di realizzazione.

Crocifisso

Il Crocifisso in legno di cirmolo era stato donato dal Besarel all’amico Sebastiano Barozzi nel 1862, come indicato nell’iscrizione sul retro. Si tratta di una raffigurazione del Cristo morto, e la realizzazione presenta un intaglio piuttosto secco, simile alla coeva Crocifissione dello sportello del tabernacolo di San Rocco.

Modello preparatorio in terracotta per la pala della Crocifissione di Vigo di Cadore

L’opera consiste in un bassorilievo in terracotta patinata inserita in una cornice in legno di cirmolo intagliato e patinato con decorazione in stile rinascimentale ed è un modello preparatorio a quella finale realizzata in legno. In basso a destra risulta un’iscrizione con iniziali e anno “V.B. 1866”.

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