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La committenza reale: i Savoia

Il Besarel nella sua lunga carriera realizzò diverse opere per la casa reale dei Savoia, in particolare su proposta della principessa, e poi regina, Margherita, che dimostrò di apprezzare l’arte del Besarel commissionandogli diversi lavori e addirittura, a volte consegnando all’artista schizzi o disegni di sua mano ad illustrazione delle opere richieste. Margherita visitò di persona diverse volte l’atelier veneziano, anche quando era ristretto ai Carmini, tanto che nelle fotografie d’epoca dello studio si può notare una sedia con una margherita incisa sulla spalliera, che era dedicata esclusivamente a lei; a celebrare l’onore della visita dei Savoia, Besarel realizzò una targa commemorativa con la seguente incisione “Nel breve soggiorno di un mese onorava questo studio S.A.R. la principessa Margherita di Piemonte accompagnata il 12 settembre 1876 da S.A.R. il principe Umberto”.

Fra le opere più significative realizzate per la committenza reale sono da ricordare il noto tavolo portagioie realizzato nel 1884, con dimensioni inusuali (cm 88 x 220 x 200) e che oggi conservato nella biblioteca del Presidente della Repubblica al Quirinale, dove è adibito a custodia di alcuni dei volumi dalle pregiate legature della Regina, che era un’attenta lettrice. Si tratta di un tavolo in noce intagliato, scolpito e dorato con 10 cassetti interni a scorrimento per i gioielli, al di sotto di un piano di cristallo; 4 mezze cariatidi formavano il sostegno delle gambe del tavolo ricavate da un unico pezzo di legno; un monumentale raccordo a crociera univa le 4 gambe ricurve con putti reggi drappo e al centro un gruppo scultoreo e il motto sabaudo FERT: nel corso degli anni queste sculture erano andate purtroppo disperse perché il tavolo era stato smembrato in due parti così da costituire due consoles,  rimuovendo il monumentale raccordo a crociera e togliendo la parte centrale per il cassetto mediano. Il sapiente restauro del 2010 ha consentito però di recuperare la configurazione originaria mediante la ricostituzione dell’elemento di raccordo alla base delle traverse, come si vede dall’immagine raffrontata con l’originale.  Sono inoltre da ricordare gli arredi lignei realizzati per l’allestimento degli appartamenti imperiali destinati ad ospitare nella Manica Lunga del Palazzo il Kaiser Guglielmo II di Hohenzollern durante la sua visita a Roma nel 1888. Oggi tali arredi sono collocati nella Sala del Bronzino. Si trattava di allestire in pochissimo tempo “nel breve spazio di sessanta giorni” un finimento in legno di pero, composto da 14 poltrone a schienale quadrato e da 3 poltrone di maggiori dimensioni in legno di noce una delle quali con spalliera ovale, e due tavoli in legno di pero intagliati. I modelli di riferimento, in particolare per le poltrone coi mori reggi braccioli e i putti addossati allo schienale, erano quelli del Brustolon del “fornimento Venier”, che Besarel aveva potuto studiare a lungo e ammirare alla R. Accademia di Belle Arti a Venezia. Il Besarel riuscì a completare l’arredo a tempo di record per l’ingresso del Kaiser a Roma, l’11 ottobre 1888, giorno in cui si trovava al Quirinale ancora intento a dare gli ultimi ritocchi, come risulta da una lettera inviata alla figlia Elisabetta. 

Gli appartamenti per il Kaiser vennero curati dal marchese Emanuele Pes di Villamarina, cavaliere d’onore della Regina, e commissionati al Besarel su volere della Regina stessa, che stimava lo scultore al quale aveva commissionato già diverse opere. I rapporti con la casa reale, infatti,  erano spesso mediati da intermediari noti, nello specifico dai marchesi di Villamarina, Emanuele e Paola Pes, dei quali si conservano nell’archivio numerose missive.

Un’altra notevole opera del Besarel per la committenza reale è la realizzazione degli intagli decorativi per la Gondola reale realizzata dai Casal (suoceri del Besarel) in occasione della visita ufficiale della Regina Margherita a Venezia nel 1882, ed oggi esposta al Museo Nazionale Arti e Tradizioni Popolari dell’EUR a Roma.

I rapporti con la casa reale erano spesso mediati da intermediari noti, nello specifico dai marchesi di Villamarina, Emanuele e Paola Pes, dei quali si conservano nell’archivio numerose missive.

In seguito alle onorificenze ottenute all’Esposizione Universale di Vienna del 1873 sarà più facile per il Besarel ottenere la concessione per poter utilizzare lo stemma della casa reale Savoia sulla facciata dello stabilimento a Venezia, accanto agli stemmi delle case reali austriaca e francese.

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La committenza reale: i Savoia

Il Besarel nella sua lunga carriera realizzò diverse opere per la casa reale dei Savoia, in particolare su proposta della principessa, e poi regina, Margherita, che dimostrò di apprezzare l’arte del Besarel commissionandogli diversi lavori e addirittura, a volte consegnando all’artista schizzi o disegni di sua mano ad illustrazione delle opere richieste. Margherita visitò di persona diverse volte l’atelier veneziano, anche quando era ristretto ai Carmini, tanto che nelle fotografie d’epoca dello studio si può notare una sedia con una margherita incisa sulla spalliera, che era dedicata esclusivamente a lei; a celebrare l’onore della visita dei Savoia, Besarel realizzò una targa commemorativa con la seguente incisione “Nel breve soggiorno di un mese onorava questo studio S.A.R. la principessa Margherita di Piemonte accompagnata il 12 settembre 1876 da S.A.R. il principe Umberto”.

Fra le opere più significative realizzate per la committenza reale sono da ricordare il noto tavolo portagioie realizzato nel 1884, con dimensioni inusuali (cm 88 x 220 x 200) e che oggi conservato nella biblioteca del Presidente della Repubblica al Quirinale, dove è adibito a custodia di alcuni dei volumi dalle pregiate legature della Regina, che era un’attenta lettrice. Si tratta di un tavolo in noce intagliato, scolpito e dorato con 10 cassetti interni a scorrimento per i gioielli, al di sotto di un piano di cristallo; 4 mezze cariatidi formavano il sostegno delle gambe del tavolo ricavate da un unico pezzo di legno; un monumentale raccordo a crociera univa le 4 gambe ricurve con putti reggi drappo e al centro un gruppo scultoreo e il motto sabaudo FERT: nel corso degli anni queste sculture erano andate purtroppo disperse perché il tavolo era stato smembrato in due parti così da costituire due consoles,  rimuovendo il monumentale raccordo a crociera e togliendo la parte centrale per il cassetto mediano. Il sapiente restauro del 2010 ha consentito però di recuperare la configurazione originaria mediante la ricostituzione dell’elemento di raccordo alla base delle traverse, come si vede dall’immagine raffrontata con l’originale.  Sono inoltre da ricordare gli arredi lignei realizzati per l’allestimento degli appartamenti imperiali destinati ad ospitare nella Manica Lunga del Palazzo il Kaiser Guglielmo II di Hohenzollern durante la sua visita a Roma nel 1888. Oggi tali arredi sono collocati nella Sala del Bronzino. Si trattava di allestire in pochissimo tempo “nel breve spazio di sessanta giorni” un finimento in legno di pero, composto da 14 poltrone a schienale quadrato e da 3 poltrone di maggiori dimensioni in legno di noce una delle quali con spalliera ovale, e due tavoli in legno di pero intagliati. I modelli di riferimento, in particolare per le poltrone coi mori reggi braccioli e i putti addossati allo schienale, erano quelli del Brustolon del “fornimento Venier”, che Besarel aveva potuto studiare a lungo e ammirare alla R. Accademia di Belle Arti a Venezia. Il Besarel riuscì a completare l’arredo a tempo di record per l’ingresso del Kaiser a Roma, l’11 ottobre 1888, giorno in cui si trovava al Quirinale ancora intento a dare gli ultimi ritocchi, come risulta da una lettera inviata alla figlia Elisabetta. 

Gli appartamenti per il Kaiser vennero curati dal marchese Emanuele Pes di Villamarina, cavaliere d’onore della Regina, e commissionati al Besarel su volere della Regina stessa, che stimava lo scultore al quale aveva commissionato già diverse opere. I rapporti con la casa reale, infatti,  erano spesso mediati da intermediari noti, nello specifico dai marchesi di Villamarina, Emanuele e Paola Pes, dei quali si conservano nell’archivio numerose missive.

Un’altra notevole opera del Besarel per la committenza reale è la realizzazione degli intagli decorativi per la Gondola reale realizzata dai Casal (suoceri del Besarel) in occasione della visita ufficiale della Regina Margherita a Venezia nel 1882, ed oggi esposta al Museo Nazionale Arti e Tradizioni Popolari dell’EUR a Roma.

I rapporti con la casa reale erano spesso mediati da intermediari noti, nello specifico dai marchesi di Villamarina, Emanuele e Paola Pes, dei quali si conservano nell’archivio numerose missive.

In seguito alle onorificenze ottenute all’Esposizione Universale di Vienna del 1873 sarà più facile per il Besarel ottenere la concessione per poter utilizzare lo stemma della casa reale Savoia sulla facciata dello stabilimento a Venezia, accanto agli stemmi delle case reali austriaca e francese.

Documenti

Brevi note del Besarel alla conoscenza e alla frequentazione della Casa Reale Savoia.

Fotografia d’epoca dell’atelier Besarel a Venezia. Sulla parete si notano incorniciati il disegno per la Gondola reale (1885) e del tavolo porta gioie (1883) per la Regina Margherita. Sulla sinistra si nota la sedia, su cui è poggiata una cassettina per gli attrezzi, che presenta una margherita intagliata sullo schienale ed era riservata alla Regina in occasione delle sue visite all’atelier Besarel.

Lettera del 18 agosto 1881 dal marchese di Villamarina, Emanuele Pes, al Besarel in merito all’ipotesi di una visita in Zoldo da parte della Regina. Si noti la carta intestata con lo stemma Savoia inserito in aquila araldica e sormontato da corona, con iscrizione nel cartiglio “Casa di SM la Regina”.

Lettera del 14 giugno 1893 dalla marchesa di Villamarina, Paola Pes, al Besarel per riferire i vivi apprezzamenti da parte della Regina Margherita per le fotografie relative al mobilio realizzato da Besarel per la sezione italiana sui merletti all’Esposizione Universale di Chicago.

Disegni a matita, di mano della Regina Margherita di Savoia, raffiguranti amorini con la carriola e con la rete da pesca. In calce, nota di Besarel “tre segni fatti da S.M. la Regina Margherita per darmi l’idea dei lavori che desiderava…”.

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