Negrone Posilio (o Negrone Della Torre).

Capo delle milizie Cadorine nel 1412, all’epoca dell’imperatore Sigismondo d’Asburgo, anno in cui fu nominato patriarca di Aquileia lo svevo Ludovico di Teck. In quegli anni l’esercito ungherese, al soldo di Sigismondo d’Asburgo, era guidato da Pippo Spano (al secolo Filippo degli Scolari, fiorentino), che occupò il Bellunese e il Feltrino, alla conquista del dominio veneziano della Dalmazia. Contro l’esercito imperiale, a sostegno di Venezia, si schierarono le truppe cadorine, guidate appunto da Negrone Posilio di Pescul; all’esercito cadorino furono aggiunte le truppe provenienti dalla Carnia, guidate da Daniele Mastino, che con il Posilio aveva già avuto contrasti, sul piano politico e personale. In quel volgere d’anni, caratterizzato da un continuo mutamento di alleanze e da scontri cruenti e imprevedibili tra truppe mercenarie, avvenne lo scontro di Bottestagno, tra cadorini e truppe imperiali, la cattura di alcuni soldati vinighesi (riscattati dalla comunità di Cadore con il denaro ricavato dalla vendita agli Ampezzani dei pascoli di Lerosa e Travenanzes); a quel periodo fa fatto risalire anche il litigio definitivo del Posilio con il Mastino e con le truppe carniche le quali, considerandosi maltrattate, uccisero il capitano cadorino e ne oltraggiarono il corpo. Gli scontri armati si risolsero con la vittoria finale dei Cadorini e di Venezia, che arrivò ad occupare Udine nel 1420.

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Negrone Posilio (o Negrone Della Torre).

Capo delle milizie Cadorine nel 1412, all’epoca dell’imperatore Sigismondo d’Asburgo, anno in cui fu nominato patriarca di Aquileia lo svevo Ludovico di Teck. In quegli anni l’esercito ungherese, al soldo di Sigismondo d’Asburgo, era guidato da Pippo Spano (al secolo Filippo degli Scolari, fiorentino), che occupò il Bellunese e il Feltrino, alla conquista del dominio veneziano della Dalmazia. Contro l’esercito imperiale, a sostegno di Venezia, si schierarono le truppe cadorine, guidate appunto da Negrone Posilio di Pescul; all’esercito cadorino furono aggiunte le truppe provenienti dalla Carnia, guidate da Daniele Mastino, che con il Posilio aveva già avuto contrasti, sul piano politico e personale. In quel volgere d’anni, caratterizzato da un continuo mutamento di alleanze e da scontri cruenti e imprevedibili tra truppe mercenarie, avvenne lo scontro di Bottestagno, tra cadorini e truppe imperiali, la cattura di alcuni soldati vinighesi (riscattati dalla comunità di Cadore con il denaro ricavato dalla vendita agli Ampezzani dei pascoli di Lerosa e Travenanzes); a quel periodo fa fatto risalire anche il litigio definitivo del Posilio con il Mastino e con le truppe carniche le quali, considerandosi maltrattate, uccisero il capitano cadorino e ne oltraggiarono il corpo. Gli scontri armati si risolsero con la vittoria finale dei Cadorini e di Venezia, che arrivò ad occupare Udine nel 1420.

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