Cesare Vecellio (1521-1602), cugino di Tiziano e probabilmente l’erede più illustre e attivo della “dinastia artistica” dei Vecellio. Realizzò opere imponenti per il Duomo di Belluno (San Sebastiano), per la Chiesa Arcidiaconale di Pieve (La dedizione del Cadore a Venezia), per la chiesa arcipretale di Lentiai (di cui affrescò l’intero soffitto); sue opere sono conservate nelle chiese cadorine di Tai, Vallesella, Padola. A Cesare Vecellio risale inoltre un’importante iniziativa editoriale, costituita da opere illustrate a stampa; la prima del 1590 Degli habiti antichi et moderni di diverse parti del mondo dedicata al costume e alla moda in senso “globale” e internazionale, che conobbe una rapida diffusione e fu pubblicata in tre edizioni, la seconda del 1592 Corona delle nobili e virtuose donne, dedicata ai merletti, commentati e illustrati dallo stesso pittore.

Cesare Vecellio (1521-1602), cugino di Tiziano e probabilmente l’erede più illustre e attivo della “dinastia artistica” dei Vecellio. Realizzò opere imponenti per il Duomo di Belluno (San Sebastiano), per la Chiesa Arcidiaconale di Pieve (La dedizione del Cadore a Venezia), per la chiesa arcipretale di Lentiai (di cui affrescò l’intero soffitto); sue opere sono conservate nelle chiese cadorine di Tai, Vallesella, Padola. A Cesare Vecellio risale inoltre un’importante iniziativa editoriale, costituita da opere illustrate a stampa; la prima del 1590 Degli habiti antichi et moderni di diverse parti del mondodedicata al costume e alla moda in senso “globale” e internazionale, che conobbe una rapida diffusione e fu pubblicata in tre edizioni, la seconda del 1592 Corona delle nobili e virtuose donne, dedicata ai merletti, commentati e illustrati dallo stesso pittore.

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