Candido Coletti (1774-1849) mercante di legname e filantropo. Coletti, di Tai di Cadore, imprenditore con attività anche a Venezia, edificò a Ospitale di Cadore – luogo strategico per la raccolta, la lavorazione e la fluitazione de legname – un vasto complesso di opifici per la lavorazione del legno (12 impianti di segagione) conosciuto anche come “Candidopoli”; le segherie di Coletti per decenni diedero lavoro alla gran parte della popolazione maschile di Ospitale. Con testamento del 7 aprile 1847 istituì eredi dell’impresa i comuni della Magnifica Comunità di Cadore e stabilì che con i proventi dell’attività fosse costruita una scuola convitto, dedicata alla lavorazione del legname e, per le donne, di taglio e cucito. L’archivio dell’impresa di Coletti fa tutt’ora parte degli archivi della Comunità di Cadore. A Candido Coletti va ricondotta anche l’importante donazione dell’imponente e prestigioso organo Callido alla chiesa di S. Candido di Tai di Cadore.
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Candido Coletti (1774-1849) mercante di legname e filantropo. Coletti, di Tai di Cadore, imprenditore con attività anche a Venezia, edificò a Ospitale di Cadore – luogo strategico per la raccolta, la lavorazione e la fluitazione de legname – un vasto complesso di opifici per la lavorazione del legno (12 impianti di segagione) conosciuto anche come “Candidopoli”; le segherie di Coletti per decenni diedero lavoro alla gran parte della popolazione maschile di Ospitale. Con testamento del 7 aprile 1847 istituì eredi dell’impresa i comuni della Magnifica Comunità di Cadore e stabilì che con i proventi dell’attività fosse costruita una scuola convitto, dedicata alla lavorazione del legname e, per le donne, di taglio e cucito. L’archivio dell’impresa di Coletti fa tutt’ora parte degli archivi della Comunità di Cadore. A Candido Coletti va ricondotta anche l’importante donazione dell’imponente e prestigioso organo Callido alla chiesa di S. Candido di Tai di Cadore.
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